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Argirocastro e i suoi musei

  • 15 ago 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

La città. La prefettura di Argirocastro (Gjirokastra) è dispiegata tra le montagne del Sud dell’Albania, copre una superficie di quasi 3.000 kmq e comprende i distretti di Argirocastro, Tepelenë e Përmet. Il territorio è attraversato da due importanti fiumi, il Vjosa e il Drino che hanno donato alla regione prosperità e benessere dalla notte dei tempi. Argirocastro si arrampica sulle pendici del Monte Gjere (Mali i Gjerë) e stupisce con le sue case-torri di stile ottomano con mura di pietra, tetti di ardesia e sporgenti balconi di legno. Dichiarata Città Museo nel 1961 e patrimonio dell’UNESCO dal 2005, rappresenta un vero e proprio catalogo degli stili architettonici dei vari periodi storici. Le origini di Argirocastro, il cui nome in greco significa “Fortezza d’argento”, risalgono al V secolo a.C. come importante fortificazione sulla valle del Drino ma assumerà le caratteristiche di città solo durante il Medioevo. I Turchi-Ottomani la dominarono dalla metà del XV secolo fino al 1812, quando entrò a far parte del Regno del ribelle Alì Pascià. La fortezza di Argirocastro rappresenta il punto più alto, da dove è possibile osservare tutta la città: fu ricostruita da Alì Pascià ampliando la piazza d’armi fino ad una capienza di 5000 soldati, scavando i sotterranei come depositi di armi, munizioni e cibo ed erigendo la torre che sarebbe diventata la sua abitazione. All’interno della cittadella è possibile visitare anche i resti della vecchia chiesa, la Moschea e le cisterne che rifornivano la città dell’acqua portata tramite l’acquedotto costituito da chilometri di canali pavimentati in pietra e ben sette ponti. La fortezza fu utilizzata durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale come rifugio in caso di bombardamento. Nel XVII secolo, all’interno della città circondata da mura, si contavano 200 case tra cui ancor oggi spiccano la Casa di Zekateve, dimora del dittatore Enver Hoxha, la Casa di Skenduli e la Chiesa di San Sotiri del 1784; al di fuori, invece, si trovava il Bazar, l’Hammam dei Sette Rii e il centro Bektashiano (Teqja dei Bektashiani). Il Bazar di Argirocastro, conosciuto anche come il quartiere Varosh, è stato ricostruito nel XIX secolo, dopo un devastante incendio, rispettando fedelmente l’urbanistica e l’architettura del vecchio mercato. Se si visita la città in un giorno di festa sarà possibile assistere a spettacoli in costume con balli e canti folkloristici. Altrimenti si ha l’opportunità di conoscere costumi e strumenti tradizionali presso i negozi di artigianato che si incontrano lungo le strade del centro. Da ricordare anche le vicine cave di “Pietra di Albania” estratta sulle montagne circostanti a più di 1500 metri sotto forma di lastre a spacco lavorate in loco ed esportate in tutta Europa per pavimentazioni, gradinate e tetti.

Il Museo delle Armi. E' allestito all’interno della fortezza di Argirocastro, nelle sue gallerie sono esposti 1060 pezzi autentici prodotti dall’età della pietra fino alla Seconda Guerra Mondiale: si possono ammirare carri armati, mitragliatrici, cannoni, mortai e aerei. Nel Museo sono esposti anche quadri, statue, sculture, costumi tradizionali e oggetti appartenenti a guerrieri albanesi. Al suo interno si possono visitare le celle di quella che fu la prigione della città, istituita durante la Seconda Guerra Mondiale, e chiusa solo nel 1968.

Il Museo Storico di Argirocastro. Sempre ospitato nella fortezza è stato inaugurato nel 2012 e testimonia la storia millenaria della città fino al periodo comunista con molti documenti e reperti inneggianti all'ex dittatore Enver Hoxha.

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