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Enogastronomia

  • 3 ago 2017
  • Tempo di lettura: 4 min

La gastronomia albanese consta di una grande varietà di piatti tipici, anche con influenze greche e turche e offre ampia scelta anche per chi è vegetariano o vegano come su può dedurre dalla descrizione dei piatti più diffusi.

Per chi si reca in Albania è però doveroso ricordare che, oltre ai piatti tipici, in tutti i ristoranti e nelle taverne del Paese vengono oggi serviti anche piatti della cucina internazionale e soprattutto italiana. Nei menù non mancano mai spaghetti, risotti, pizza e, specialmente nelle zone costiere, cibi a base di pesce (di mare o di lago), crostacei e molluschi sapientemente cucinati e dai prezzi decisamente contenuti rispetto alle località turistiche del resto del Mediterraneo.

Byrek. È un piatto preparato con sfoglie molto sottili di pasta preparata in casa. Si procede a strati, alternando in una teglia la sfoglia alle verdure (spinaci, cicoria, porri o cavoli), accompagnate spesso da carne trita, riso oppure formaggi. Il tutto va cotto al forno (meglio se a legna). Il byrek può essere consumato come street food (cibo da strada) ma è servito anche nei ristoranti dove si può scegliere il ripieno: di sola verdura, di solo formaggio o di sola carne. Una variante è l’ottimo “quméshtor”, con latte, burro, formaggio e ricotta. Certe volte si può aggiungere lo zucchero trasformandolo in un dolce. A Valona, si gusta in particolare, il byrek con le verdure, che in valonese si chiama “lakror”.

Zuppa di verdure. Praticamente si usano tutti i tipi di verdura bollite in acqua con sale, olio d’oliva, cipolla e, a volte, con un po’ di salsa di pomodoro, oppure con il brodo di carne (agnello, vitello) preparato precedentemente; alla fine si aggiungono delle spezie come l’alloro, il pepe nero, il prezzemolo e viene servita e consumata calda.

Zuppa di fagioli. È un piatto povero: i fagioli vengono bolliti con cipolla, salsa di pomodoro, un peperoncino e, a volte, con un po’ di carne. Era un piatto veloce ed economico consumato da molte famiglie albanesi durante il comunismo.

Carne arrostita. Era ed è il piatto più apprezzato della gastronomia albanese, vista l’ottima qualità della carne ovina e bovina di pascolo. Si cuociono allo spiedo, sopra alla brace, l’agnello intero o i tagli di bovino. Un’autentica prelibatezza è ritenuto l’agnello o il capretto bollito nel latte dentro un contenitore di alluminio. La carne arrostita di Valona è una delle migliori del Paese perché la vicinanza al mare e la qualità dei pascoli le danno un sapore particolare. Celebre è l’agnello di Karaburun e delle montagne nei dintorni della città. Per sottolineare l’innegabile bontà delle carni della zona, i valonesi citano il fatto che i pastori albanesi scambiano un vitello albanese contro tre vitelli macedoni.

Yogurt. Uno fra i cibi più diffusi e si consuma in grandi quantità per accompagnare piatti di carne e altre pietanze. A Valona si produce un ottimo yogurt magro, è diverso da quello conosciuto in Europa: è leggermente più acido e si consuma fresco (massimo un giorno dopo la preparazione). Lo yogurt è usato anche per piatti freddi e salse.

Riso pilaf e Tasqebap. è il piatto nazionale a base di bocconcini di vitello, agnello e maiale.

Mezze: si tratta di una spuntino: dadini di formaggio accompagnate da olive, noci salate, fettine di carne fredda e si accompagna con una bibita.

Formaggi. I più diffusi sono il “djathé i bardhë”, bianco, salato simile alla feta greca, e il “djathé kaçkavall”, giallo e a pasta dura, che ricorda il caciocavallo italiano, un formaggio fatto con una cagliata di latte intero, le cui origini risalgono agli antichi Romani.

Dolci. La “shendetlie” è una semplice torta molto diffusa soprattutto nel Sud dell’Albania e consumata durante le feste. Si può preparare con sciroppo o miele a seconda dei gusti e arricchita con noci.

Il “gliko” ha una lavorazione molto lunga. Prevede una selezione accurata della frutta (ciliegie, fichi, prugne, albicocche, mallo di noci), che viene poi lasciata in ammollo in acqua fredda in modo che diventi croccante e resistente. La frutta è, poi, unita allo zucchero e bollita in un tradizionale pentolone in rame per circa un’ora. Man mano si aggiunge del limone, per mantenerne vivo il colore. Quando i frutti hanno assorbito lo sciroppo e il gliko si è raffreddato, viene confezionato in vasetti di vetro. Il “ballokume” è legato alla festività “Dita e verës” (Il giorno della primavera). Questo dolce, nato ad Elbasan e ora diffuso in tutto il Paese, consiste in grandi biscotti di farina di mais, burro e zucchero. Il “kadaif” è di origine turca e consiste in uno spaghetto molto fine lavorato per la preparare di pasticcini. I fili sono intrecciati tra di loro in modo irregolare e vengono bagnati con sciroppo di zucchero.

Bevande. Tra gli alcolici, il più diffuso è il “Raki Skrapari” (una distillato ottenuto dalla fermentazione dell’uva delle zone del distretto di Skrapar); il “konjak” albanese invece, conosciuto con il nome “Scanderbeg”, si distingue per il suo aroma caratteristico. La coltivazione della vite fu introdotta in Albania fin dal tempo degli antichi greci. Ad oggi questa coltura è diffusa soprattutto nel Sud e gode di una grande varietà di vini: il rosso migliore è prodotto nel distretto di Delvina. La città di Korçe è invece famosa per la produzione di birra.

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