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Storia

  • 16 lug 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Storia antica. I ritrovamenti archeologici documentano che fu abitato già 100.000 anni fa. Il nome Albania deriva da Albans, tribù indoeuropea facente parte delle antichissime popolazioni che popolavano tutta la Penisola Balcanica che lo storico greco Erodoto citò con il nome di Pelasgi e che vengono indicati dagli storici successivi come Illiri. Le principali città illiriche furono: Oriko (oggi Orikum), Palesti (oggi Palasë), Himara, Meandria (oggi Borsh), Finiq, Butrinto che sono tutte nel territorio oggetto di questa tesi.

Periodo greco e romano. Gli Illiri sono ricordati dagli storici greci Demostene e Strabone come popolazioni di grande valore militare, valore che tuttavia non impedì la sottomissione da parte dei romani nel 148 a.C. e quindi la costituzione della provincia dell’Illyricum che ebbe come capoluogo Apollonia. Nei secoli successivi l’Albania rappresentò così una regione di passaggio tra provincie occidentali e orientali dell’Impero Romano: la via Egnatia, infatti, costitutiva un prolungamento della via Appia (che collegava Roma a Brindisi) e, passando per Durazzo e Apollonia, attraverso Macedonia e Grecia, raggiungeva prima Tessalonica e poi Costantinopoli. Dal momento della divisione dell’Impero (395 d.C.) l’Illyricum condivise per secoli i destini dell’Impero Romano d’Oriente e quindi di Bisanzio.

Le invasioni. Questa terra di confine fu poi invasa da Visigoti, Unni, Ostrogoti, Slavi e infine Veneziani prima di passare sotto gli Ottomani dal 1478 per quasi cinque secoli. L’indipendenza fu dichiarata solo il 28 novembre 1912 approfittando del fatto che l’Impero Ottomano era occupato nel conflitto turco-italiano per il controllo della Libia e in guerra contro la Lega balcanica di cui facevano parte il Regno del Montenegro, Bulgaria, Serbia e Grecia.

Lotta per l'indipendenza. I leader dell’indipendenza, tra cui va ricordato il primo presidente della Repubblica albanese Ismail Kemal (1844-1919), quando già si preannunciavano i venti di guerra che avrebbero portato al primo conflitto mondiale prevedendo la probabile fine dell’Impero Ottomano si affrettarono a delineare i confini dello Stato temendo di entrare a far parte delle spartizioni a vantaggio dei vincitori. Si trattò di una decisione lungimirante, anche se, al termine del conflitto, alcune zone di lingua albanese furono annesse agli stati limitrofi (l’Epiro diventò regione greca mentre il Kosovo e la Macedonia divennero parte della Jugoslavia). Al termine della guerra, l’Albania fu istituita come monarchia con il re Zog I, poi occupata dall’esercito di Mussolini e nel 1939 annessa all’Italia.

Seconda guerra mondiale e l'avvento del comunismo. Durante il secondo conflitto divenne una testa di ponte di Italia e Germania contro la Grecia e la Jugoslavia, ma nel 1944 il fronte nazionale di liberazione antifascista riuscì, dopo un anno di resistenza, ad ottenere l’indipendenza che vide la salita al potere del partito comunista guidato da Enver Hoxha (1908-1985). Egli guidò il paese per quasi 50 anni, in un clima sempre crescente di auto-isolamento e di autarchia economica che indusse estrema povertà nella popolazione, fino al 1991 quando, dopo la caduta dei regimi comunisti dei paesi satelliti dell’Urss, l’Albania aprì i suoi confini alle nazioni occidentali.

I giorni nostri. La caduta del comunismo, negli anni Novanta, spinse migliaia di albanesi a cercare fortuna in Italia, Grecia ed Europa mentre lo sviluppo economico fu caratterizzato principalmente dalle attività del settore terziario, tra cui va ricordato il nascente turismo, e dell’edilizia oltre che dallo sfruttamento del sottosuolo (cromo, rame, carbone, petrolio e gas naturale).

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